Ci sono eventi che non sono solo appuntamenti culturali, ma momenti di crescita collettiva. L’incontro con Attilio Bolzoni e la presentazione del suo libro “Immortali” è stato uno di questi. Tre giorni intensi, tra parole, emozioni e riflessioni profonde, che hanno toccato corde sensibili e riportato alla luce il valore di un giornalismo capace di raccontare, con coraggio e onestà, la storia viva del nostro Paese.
Con il suo linguaggio diretto e umano, Bolzoni ha ripercorso eventi, storie dell’ antimafia, e anche delle sue debolezze. E ha sottolineato quanto oggi, in un’epoca in cui la mafia non spara più ma preferisce muoversi nel silenzio, la memoria e l’informazione libera restino strumenti fondamentali per costruire una società più giusta e consapevole.










L’evento è stato arricchito dall’intervista curata da Francesco Rossano, che con sensibilità e profondità ha accompagnato la conversazione, e dal prezioso supporto di Raffaella Fanelli, la cui collaborazione ha contribuito a rendere l’incontro un momento di autentico dialogo. Un ringraziamento speciale va a Antonio Fusco e alla sua associazione per la splendida sinergia con Zona d’Ombra, che ha permesso di intrecciare esperienze e prospettive diverse in un unico grande racconto di verità e legalità.
Durante la manifestazione abbiamo avuto anche l’onore di dialogare con la regista Giorgia Furlan, autrice del docufilm “Magma”, dedicato alla figura di Piersanti Mattarella e al suo assassinio. La sua testimonianza ha completato un quadro denso di significato: il racconto di chi sceglie, attraverso il cinema e il giornalismo, di non restare indifferente.
Un grazie sentito va infine alle scuole e a tutti coloro che hanno partecipato, studenti, docenti e cittadini, per la loro presenza attiva e l’ascolto attento. La loro partecipazione è la prova che la cultura e la memoria condivisa possono ancora generare comunità, dialogo e consapevolezza.
La voce di Attilio Bolzoni continuerà a risuonare in chi c’era e in chi leggerà le sue pagine. Perché certi incontri, come certe storie, lasciano un segno profondo — e diventano parte di ciò che siamo.
