Ci sono luoghi che non appartengono soltanto alla storia, ma alla coscienza collettiva del nostro Paese. Il Giardino della Memoria di Capaci è uno di questi.
Il 23 maggio abbiamo preso parte al XXXIV anniversario della Strage di Capaci, una giornata dedicata al ricordo del giudice Giovanni Falcone, della magistrata Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.
Per Vento e Vertigine APS è stato un momento di particolare significato. Dopo il percorso sviluppato negli ultimi mesi insieme a Quarto Savona Quindici, alla Fondazione Antonio Montinaro e ad ASI sui temi della memoria, della legalità e dell’educazione civica, la presenza a Capaci ha rappresentato una naturale prosecuzione di un lavoro costruito nel tempo attraverso collaborazioni, incontri e iniziative rivolte soprattutto alle nuove generazioni.
Un’esperienza condivisa con gli studenti



A rendere ancora più preziosa questa esperienza è stata la partecipazione della Consulta Provinciale degli Studenti e di un gruppo di studenti e studentesse provenienti dai territori di Pistoia e Prato, con i quali abbiamo condiviso l’intera giornata.
I ragazzi non hanno vissuto l’evento come semplici spettatori. Hanno seguito i diversi momenti della commemorazione, ascoltato testimonianze, incontrato protagonisti del mondo dell’impegno civile e raccontato l’esperienza attraverso podcast e contenuti realizzati direttamente dai luoghi simbolo della memoria. Un’occasione concreta per trasformare il ricordo in partecipazione attiva e in un racconto capace di parlare ai loro coetanei.
Siamo convinti che la memoria acquisti il suo significato più autentico quando diventa esperienza condivisa, dialogo e responsabilità collettiva.
Il riconoscimento del Giardino della Memoria
L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata anche da un passaggio istituzionale di particolare rilievo.
Il Giardino della Memoria è diventato ufficialmente Parco regionale della Memoria, un riconoscimento che rafforza il valore civile, educativo e culturale di un luogo divenuto negli anni uno dei principali simboli dell’antimafia italiana.
Un percorso iniziato nelle scuole
La partecipazione alla giornata di Capaci ha rappresentato una delle tappe del progetto Portatori di Memoria, il percorso di educazione alla legalità sviluppato insieme a Quarto Savona Quindici durante l’ultimo anno scolastico.
Il progetto ha coinvolto 230 scuole, oltre 10.000 studenti in presenza e più di 21.000 collegati online, grazie al contributo di magistrati, giornalisti, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e testimoni impegnati ogni giorno nella diffusione della cultura della legalità.
Ogni incontro ha confermato come la memoria non sia qualcosa da custodire soltanto nel ricordo, ma uno strumento per comprendere il presente e costruire il futuro.
Portare la memoria nel futuro
Essere stati a Capaci ha significato dare continuità a questo percorso educativo.
Accompagnare i giovani in uno dei luoghi simbolo della storia del nostro Paese ha permesso loro di conoscere da vicino persone, storie e valori che continuano a parlare alle nuove generazioni. Le riflessioni raccolte durante la giornata, insieme ai podcast e ai contenuti realizzati dagli studenti, rappresentano un patrimonio che continuerà a vivere anche oltre la commemorazione.
Perché la legalità non nasce dalle celebrazioni, ma dalle esperienze che lasciano un segno. E la memoria continua a vivere soltanto quando qualcuno sceglie di raccoglierla, custodirla e trasmetterla agli altri.
Un percorso iniziato nelle scuole
La partecipazione a questa giornata rappresenta anche una tappa del progetto Portatori di Memoria, il percorso di educazione alla legalità che abbiamo sviluppato insieme a Quarto Savona Quindici nel corso dell’ultimo anno scolastico.
Un progetto che ha coinvolto 230 scuole, oltre 10.000 studenti in presenza e più di 21.000 collegati online, grazie al contributo di magistrati, giornalisti, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e testimoni impegnati ogni giorno nella diffusione della cultura della legalità.
Ogni incontro ci ha ricordato che la memoria non è qualcosa da conservare in un museo, ma uno strumento per comprendere il presente e costruire il futuro.
Portare la memoria nel futuro
Essere a Capaci significa dare continuità a questo percorso.
Significa accompagnare i giovani nei luoghi simbolo della nostra storia affinché possano conoscere, riflettere e diventare, a loro volta, portatori di memoria.
Perché la legalità non nasce dalle celebrazioni, ma dalle esperienze che lasciano un segno. E la memoria continua a vivere solo quando trova qualcuno disposto a raccoglierla e a trasmetterla alle generazioni che verranno.
